Testimonianza di Eleonora

Quando ci viene annunciata una grave malattia a noi o ad un nostro caro, quando ci viene a mancare un famigliare, quando si vive con un alcolista, quando si ha l’impressione che, nonostante tutti i nostri sforzi, la nostra vita vada a rotoli, quando si scopre che il proprio figlio ha necessità di “fumo” per sentirsi qualcuno, quando ci si sente soli e disperati, quando succedono alcune di queste cose, credo che ognuno di noi possa reagire in due modi: o allontanandosi da Dio perché, se è vero che esiste, non può permettere tanta sofferenza, oppure rivolgendosi a Dio per dare un significato a questa nostra povera vita. Le situazioni che ho appena elencato, io le ho vissute e le sto vivendo tuttora, ma appartengo a quella categoria di persone che hanno mantenuto la fede. Quando ho incontrato Luigi per la prima volta, mi ha mandato a confessarmi. Io mi sono quasi offesa. Io? Io non avevo peccati, ma solo dispiaceri. Invece ho scoperto con grande meraviglia che non ero in grazia di Dio. Non c’era un solo comandamento a cui io avessi ubbidito. Forse solo al settimo. Riguardo agli altri nove, ero e sono in peccato. Adesso l’ho capito, l’ho capito quando ho compiuto un gesto di umiltà. Sempre nella vita bisognerebbe avere umiltà. Attraverso Luigi ho riscoperto la preghiera ed ho acquistato una profonda serenità, l’ansia e la depressione sono quasi un ricordo. Adesso vedo il futuro in positivo perché alcune situazioni sono già cambiate ed altre cambieranno grazie a Maria Mediatrice e Dispensatrice di Grazie. Eleonora

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